Psicomotricità e Logopedia: quale ruolo nei Disturbi dello Spettro dell´Autismo?

 28 aprile 2022 | Articoli scientifici
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Il Disturbo dello Spettro Autistico è una categoria diagnostica all´interno della quale coesistono soggetti molto diversi fra loro, con caratteristiche ben precise e difficoltà circoscritte.

Una volta effettuata la diagnosi, l´équipe medica costituita dal/la neuropsichiatra infantile, dal/la logopedista e dal/la neuropsicomotricista valuta il modo migliore per favorire la comunicazione, migliorare le relazioni sociali e stabilire scambi interpersonali nella vita quotidiana del bambino e della sua famiglia.

Grazie alle peculiarità della Psicomotricità Funzionale®, metodologia e scienza priva di protocolli, il professionista ha la possibilità di strutturare e pianificare un intervento personalizzato ed efficace, risultato di un´attenta analisi funzionale.

Come viene strutturato un percorso Psicomotorio Funzionale®?

La base di partenza di un intervento Psicomotorio Funzionale® è un´osservazione analitica del paziente in attività libera e strutturata, in quanto risulta fondamentale entrare nel mondo di ogni singola persona per identificare ed elaborare un intervento su misura, sartoriale.

La terapia psicomotoria con i soggetti con disturbo dello spettro autistico pone un´attenta riflessione in merito alla conduzione, alla scelta degli obiettivi, alla possibilità e al tempo necessario per raggiungerlo, ma soprattutto alle motivazioni che guidano il progetto e il programma.

Quali sono gli obiettivi del trattamento psicomotorio?

Essendo un tipo di intervento riabilitativo ed educativo, il trattamento psicomotorio mira a riabilitare delle funzioni o ad abilitare (sollecitare la comparsa di) alcune competenze non ancora presenti nel bambino.
Nonostante il tipo di intervento debba essere il più possibile specifico per il soggetto preso in carico e basato sul suo profilo funzionale, vi sono degli obiettivi generali che possono essere individuati sulla base delle caratteristiche che definiscono il disturbo:
  • la presa di coscienza di Sé (come entità definita che differisce dall´ambiente circostante) e dell´altro. Ciò è importante perché costituisce il prerequisito necessario al fine di poter creare un´interazione, e permettere la relazione con l´altro in modo intenzionale.
  • La presa di coscienza dell´altro, invece, è fondamentale per sollecitare una competenza fondamentale nell´interazione: l´intenzionalità comunicativa, ovvero voler comunicare un messaggio all´altro.
  • La presa di coscienza di regole che definiscono i rapporti interpersonali: il setting psicomotorio costituisce una “palestra” in cui poter apprendere e sperimentare quali sono i comportamenti funzionali all´interno di una relazione e quelli che, al contrario, non devono essere utilizzati.
  • Accettare e adottare strategie funzionali per fronteggiare le novità. Attraverso il gioco, si aiuta il bambino ad aumentare la tolleranza a fronte di piccoli cambiamenti o variazioni, che il terapista costruisce ed inserisce nel contesto ludico, al fine di suscitare nel bambino nuovi comportamenti adattivi e arricchire il repertorio di azioni di gioco.
  • Pianificare i propri comportamenti a breve, medio e lungo termine.

Tenendo quindi presenti i principi della Psicomotrictà funzionale®, il soggetto con viene osservato nell´ottica sistemica in cui ogni elemento che si manifesta è strettamente connesso agli altri e la variazione di uno determina la modifica di tutto l´insieme.
Il funzionamento di tali sistemi contraddistingue l´esistenza della persona, in relazione a se stesso, all´ambiente, agli altri, ai rapporti sociali e, in base alle esperienze vissute, si creano nuove disponibilità individuali.

Lo scopo non è l'apprendimento di una cosa, ma l'agire sullo sviluppo funzionale della persona al fine di facilitargli l'apprendimento
(J. Le Boulch, UPD “Scuola Jean Le Boulch”, ISFAR-Firenze)

intervento psicomotorio mediato dal corpo in movimento porta ad armonizzare e ristabilire un equilibrio d´identità psicomotoria e cognitiva con l´acquisizione di nuovi apprendimenti mediante lo sviluppo della persona nella sua globalità in un contesto di continua relazione con l´ambiente.

Qual è il ruolo del Logopedista nel trattamento dei Disturbi dello Spettro Autistico?

Il logopedista è il professionista esperto nella valutazione e nel trattamento dei problemi di linguaggio e disturbi della comunicazione.

Grazie allo “screening precoce” e “all´inquadramento psicodiagnostico dei soggetti a rischio”, il logopedista può intervenire, spesso, in modo efficace sull´evoluzione del bambino con disturbo dello spettro autistico.

Perché intraprendere il percorso logopedico nei casi di autismo?

Nel corso della terapia, il logopedista lavora in sinergia con il/la neuropsicomotricista, la famiglia e la scuola.

A seconda della gravità dei casi, i trattamenti logopedici permettono al bambino di imparare a:

  • articolare le parole
  • comprendere la comunicazione verbale e non verbale
  • comunicare sia verbalmente che non verbalmente
  • sviluppare l´iniziativa comunicativa
  • favorire lo scambio di comunicazione (domanda e risposta)
  • giocare e interagire e quindi comunicare con i coetanei.
Il bambino autistico può essere anche “non verbale”.
Nei casi in cui il bambino non sviluppa il linguaggio verbale, il logopedista può aiutare il genitore a comprendere le ragioni dell´assenza di tale tipologia di comunicazione.

In questi casi si lavora per favorire l´apprendimento di tecniche per aiutare a stimolare la comunicazione verbale, dove possibile, e permettere al bambino di imparare a:

  • Prestare attenzione a ciò che fanno gli altri e non solo a ciò che lui vuole fare
  • Comunicare con le persone, capire cosa loro vogliono e farsi comprendere meglio
  • Capire e usare i gesti
  • Comprendere meglio le espressioni del viso delle altre persone e usare il proprio volto per esprimersi (linguaggio non verbale)
  • Seguire le indicazioni che gli vengono date
Il bambino con Disturbi dello Spettro Autistico potrebbe aver bisogno di esprimersi in altri modi, in tal caso il logopedista può introdurre delle strategie comunicative alternative,
come la CAA - Comunicazione Sumentativa Alternativa, aiutando il bambino a comunicare e,
quando possibile, capire e usare il linguaggio verbale e persino insegnargli a parlare.

équipe multidisciplinare è fondamentale nei percorsi di diagnosi e trattamento dei bambini e/o adulti con Disturbi dello Spettro Autistico per la costruzione di percorsi che tengano conto dei bisogni specifici di ognuno.
L´équipe composta da Neuropsichiatra infantile, Psicologi e Psicoterapeuti, Psicomotricisti e Logopedisti permette, infatti, di creare percorsi che permettano di ridurre gli ostacoli che s´interpongono tra la persona e l´ambiente, di implementare le autonomie e le competenze con l´obiettivo una buona qualità di vita, nel rispetto dell´individuo e delle sue caratteristiche.



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Autore(i)

Dott. Alessandro Sanna
Dott. Alessandro Sanna
LOGOPEDISTA
Dott.ssa Grazia Piras
Dott.ssa Grazia Piras
LOGOPEDISTA
Dott.ssa Luisa Piras
Dott.ssa Luisa Piras
TECNICO DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA

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