Attività fisica e corretta alimentazione

 9 maggio 2018 | Articoli scientifici
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Attivita' fisica e alimentazione

Alimentazione e attività fisica-sportiva sono strettamente connesse fra loro: mentre da una parte attraverso una corretta alimentazione l’organismo introduce l’energia e i nutrienti necessari per lo svolgimento dell’attività sportiva, dall’altra quest’ultima permette di raggiungere e mantenere nel tempo un buono stato di salute e una condizione di benessere psicofisico.

È importante non commettere l’errore di considerare questi due campi d’azione in maniera distaccata e indipendente.
L’attività fisica e la nutrizione devono necessariamente viaggiare su due binari paralleli e perfettamente coordinati in quanto fattori complementari di una buona salute e di un risultato ottimale.
In una società moderna che invecchia sempre più, dove le aspettative di vita si sono notevolmente allungate grazie ai progressi della scienza medica, paradossalmente sono peggiorate le condizioni di salute nelle quali la maggior parte delle persone si ritrova a vivere nella fase più matura della propria esistenza.

Le informazioni scientifiche legate a numerosi studi fatti nel corso degli ultimi anni ci dicono chiaramente che tutto ciò è principalmente dovuto ad una serie di piccole, e a volte banali, cattive abitudini ripetute con frequenza nel tempo, oltre alla mancanza di adeguata attività fisica supportata da una buona nutrizione.
L’attività motoria implica inoltre (in relazione al tipo e alla durata dell’attività svolta) un certo dispendio energetico utile a mantenere un peso ottimale e a correggere gli eccessi calorici dovuti, ad esempio, ad un’alimentazione non sempre corretta.

Tutte le attività svolte nell’arco della giornata (camminare, fare le faccende domestiche, studiare, lavorare etc.) implicano un determinato impiego di energia da parte dell’organismo.

Svolgere una specifica attività sportiva con regolarità (corsa, nuoto, ballo…) aumenta anche questo dispendio energetico.
L’esercizio fisico comporta inoltre la perdita, attraverso il sudore, di acqua e sali minerali che vanno necessariamente reintegrati attraverso una giusta idratazione e un’alimentazione adeguata alle esigenze particolari di ogni singolo individuo.
Pertanto è necessario acquisire consapevolezza riguardo alle scelte degli alimenti che ingeriamo quotidianamente e prestare molta attenzione ai messaggi fuorvianti, e spesso errati, che la pubblicità ci manda attraverso i mass media.
Prima di tutto: utile e importante eseguire una visita sportiva
Chi pratica attività fisica deve adottare e rispettare il più possibile uno stile di vita sano. Un’alimentazione non equilibrata e una vita sedentaria, a lungo andare, possono danneggiare la nostra salute.

Per questo è raccomandabile evitare:

  • Eccessi alimentari;
  • Consumo di alimenti ad alta concentrazione di zuccheri o grassi;
  • Fumo;
  • Alcol.

Si consiglia di:

  • Lasciar trascorrere 2-3 ore tra il pasto e l’allenamento;
  • Consumare frutta e verdura ogni giorno per un adeguato apporto di sali minerali, fibre e vitamine;
  • Bere prima, durante e dopo l’attività sportiva;
  • Scegliere alimenti sani, provenienti preferibilmente da agricoltura biologica, senza conservanti, additivi o altre sostanze potenzialmente dannose per la salute.

Va sottolineato che non esistono alimenti particolari capaci di migliorare una qualsiasi performance sportiva, ma solo buone o cattive abitudini alimentari in grado di condizionare le prestazioni fisiche e lo stato di benessere generale del nostro corpo.
Ogni giorno, attraverso il cibo che ingeriamo, introduciamo nel nostro organismo dei nutrienti che vengono trasformati in elementi strutturali ed energia necessaria a mantenere le funzioni basali e svolgere le attività quotidiane, compreso il lavoro muscolare.
Un’alimentazione sana ed equilibrata è caratterizzata dalla qualità, dalla quantità e dalla frequenza con cui assumiamo alcuni alimenti.
Pertanto deve comprendere innanzitutto un adeguato apporto idrico, non deve escludere nessun gruppo alimentare e deve essere in grado di soddisfare in modo ottimale il fabbisogno quotidiano di energia e nutrienti (proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali).

L’attività fisica, se svolta con regolarità, contribuisce dunque a mantenere una condizione di equilibrio energetico, aumentando il dispendio calorico e migliorando l’efficienza del sistema muscolare e cardiorespiratorio.

Inoltre per ottenere risultati durevoli e raggiungere una condizione di benessere psicofisico è necessario abbinare ad essa uno stile di vita sano e una corretta alimentazione.

Quali sono i vantaggi che derivano da attività fisica e corretta alimentazione?

È chiaro che collegare tra loro il “mangiare bene” con una regolare attività fisica porta una serie di vantaggi:

  • Migliora il profilo lipidico plasmatico, facilitando il controllo del sovrappeso e dell’ipertensione arteriosa;
  • Stimola la circolazione del sangue;
  • Rallenta la perdita di massa muscolare;
  • Protegge e aiuta a prevenire le malattie cardio-circolatorie;
  • Ha un’azione favorevole in relazione alle problematiche legate all’osteoporosi e alle fratture; riduce l’eventualità di caduta;
  • Favorisce il buonumore;
  • Se si svolge all’aperto, stimola la produzione di vitamina D, favorendo l’assorbimento del calcio.

L’attività fisica è particolarmente consigliata in pazienti in sovrappeso o obesi che seguono un piano dietetico per ottenere un calo ponderale.
Iniziare un’attività motoria dopo i 65 anni, o anche più tardi, apporta significativi miglioramenti, l’organismo ha modo di mantenersi sano e vitale contrastando i problemi dell’invecchiamento.

Sedentarietà e alimentazione in giovane età. Evitiamo cattive abitudini.

Oltre all’alimentazione scorretta e squilibrata, non è da sottovalutare, come fattore di rischio, la ridotta attività fisica o la sedentarietà, frutto di uno stile di vita sbagliato, ma sempre di più frequente riscontro.
I piccoli, infatti, sono spesso accompagnati in macchina dai genitori (anche se la scuola o la palestra distano pochi metri da casa), prendono l’ascensore anche per un solo piano, passano ore ed ore davanti al computer e alla televisione (con gli esempi negativi che accentuano le cattive abitudini alimentari), escono sempre meno e così via.

Nel rapporto “Obesità in bambini e giovani: Una crisi nella sanità pubblica” scritto da un gruppo di esperti internazionali (IOTF) facente capo alla WHO (World Health Organisation), ed in collaborazione con la IASO (l’Associazione Internazionale per lo Studio sull’Obesità), sono state identificate le principali tendenze sociali che contribuiscono all’aumento dell’obesità infantile:

  • Aumento dell’uso di trasporto motorizzato (ad esempio per andare a scuola)
  • Diminuzione dell’attività fisica durante il tempo libero e conseguente aumento della sedentarietà
  • Aumento del tempo trascorso davanti a tv e strumenti digitali
  • Aumento della quantità e varietà degli alimenti grassi ed energetici e relativo aumento della loro pubblicità
  • Aumento dell’uso di ristoranti e fast food per pranzare e cenare, i quali offrono grandi porzioni a poco prezzo
  • Aumento del numero dei pasti durante la giornata
  • Aumento dell’uso di bibite analcoliche dolci e gasate come sostituzione all’acqua

L’esercizio fisico è di fondamentale importanza per il bambino che cresce, in quanto, oltre a farlo dimagrire, lo rende più attivo, contribuendo a ridistribuire le proporzioni tra massa magra (tessuto muscolare) e massa grassa (tessuto adiposo).

Secondo Schoeller e colleghi (1997), per evitare l’aumento di peso è ipotizzabile un “livello soglia” di esercizio corrispondente a circa 80 minuti di attività fisica moderata o 35 minuti di attività intensa al giorno.
E’ quindi sufficiente praticare, in maniera costante, un’attività aerobica leggera, senza affaticare troppo l’organismo (come una pedalata in bici o una camminata).
Ciò sottopone i muscoli ad uno sforzo moderato ma costante, inducendoli ad attingere carburante soprattutto dal serbatoio dei grassi.

Sicuramente tutti vorrebbero un corpo in forma e tonico, un livello di energia elevato e una minore probabilità di ammalarsi, ma non tutti, soprattutto quando si avvicinano per la prima volta ad una pratica sportiva, hanno le strategie mentali adatte che gli consentono di raggiungere questi traguardi.
Quando persone che per natura non amano praticare sport si vedono costrette a praticarlo, vivono con particolare ansia tutte le fasi che lo precedono e ne conseguono.

Ecco un approccio sbagliato:
Devo preparare la roba per correre e sperare di non dimenticare nulla, devo trovare il cardiofrequenzimetro e vedere se è carico, devo prendere la macchina e andare fino al parco sperando di trovare il parcheggio; posso andare solo all’ora di punta e di solito c’è un traffico assurdo. Poi inizio a correre, e che fatica! Sudo tantissimo e il giorno dopo ho spesso male alle gambe”.
Purtroppo questo atteggiamento tende spesso a vanificare gli effetti benefici dell’attività sportiva stessa, sia durante che dopo.

Questa è invece la visione di una persona che lo fa con la giusta motivazione:
Appena esco dall’ufficio prendo l’auto e volo al parco, non vedo l’ora di correre. Mi godo il panorama, mi immergo nel mio mondo.
All’inizio è un po’ faticoso, si, ma poi passa e alla fine sento i muscoli che lavorano, il suono del mio respiro, il battito del mio cuore. Mi sento bene, potente ed energico, e dopo la doccia sto veramente da Dio
.” (dal web)

Se hai bisogno di un appuntamento contatta il centro al numero 079 270753

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