Che cos´è la Tiroidite di Hashimoto?

 23 maggio 2022 | Articoli scientifici
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La tiroidite di Hashimoto, chiamata anche tiroidite cronica, tiroidite auto-immune o tiroidite linfocitaria, è un´infiammazione della tiroide dovuta a un processo auto-immune. Questa condizione si presenta quando il sistema immunitario riconosce erroneamente la tiroide come una componente “estranea” all´organismo e, di conseguenza, la aggredisce.
Si tratta di una “patologia cronica” perché, una volta avviato, questo meccanismo non può più andare incontro a risoluzione e prosegue per tutta la vita.

Tiroidite di Hashimoto: quanto è frequente?

È una patologia estremamente diffusa nella popolazione.
Infatti, la tiroidite cronica non solo è la forma nettamente più comune di tiroidite, ma è in generale una delle patologie endocrine più frequenti, e rappresenta anche la prima causa di ipo-tiroidismo.

Quali sono le cause?

Come per la gran parte delle patologie auto-immuni, non si conoscono le cause specifiche che scatenano il processo patologico.
Semplicemente, è noto che la comparsa della malattia è un fenomeno multi-fattoriale, che richiede una predisposizione genetica e l´incontro con fattori ambientali non meglio definiti.
Di conseguenza, non è possibile prevederne né prevenirne lo sviluppo, e non esistono condotte o comportamenti particolari che consentano di influire sulla malattia in misura significativa.

Quali sono i sintomi?

Di per sé, non è certamente una condizione pericolosa. Infatti, può rimanere asintomatica e del tutto innocua per lunghissimi periodi di tempo.
Tuttavia, a lungo andare, l´infiammazione persistente a livello della tiroide causa un progressivo accumulo di danni e, in una certa quota dei casi, finisce per provocare la comparsa
dell´ipo-tiroidismo, ossia la riduzione della produzione di ormoni tiroidei.

In questa situazione, quando l´entità del deficit diventa rilevante, è perciò possibile che compaiano alcuni sintomi e segni propri dell´ipo-tiroidismo tra i quali:stanchezza,

  • sonnolenza,

  • deficit di memoria e di concentrazione,
  • peggioramento dell´umore,
  • riduzione della frequenza cardiaca,
  • stitichezza.

Tiroidite di Hashimoto: come si diagnostica?

La diagnosi si basa sull´ecografia della tiroide e sulla misurazione nel sangue degli anticorpi anti-tiroide. Il quadro viene completato dalla valutazione della funzionalità tiroidea.

L´ecografia della tiroide permette, nella maggioranza dei casi, di riconoscere la presenza della tiroidite. Infatti, l´infiammazione cronica diffusa altera l´immagine della ghiandola, che si presenta più disomogenea del normale, anche se l´intensità di questo aspetto varia molto da persona a persona. A parte l´utilità al momento della diagnosi, le alterazioni ecografiche non hanno grande valore clinico nel monitoraggio perché non forniscono informazioni chiare sullo stato della funzionalità tiroidea, che viene valutata invece con gli esami del sangue. Per questo motivo, l´esame viene ripetuto periodicamente più per la ricerca e il controllo di eventuali noduli tiroidei che per il controllo della tiroidite di per sé.

• Gli anticorpi anti-tiroide rappresentano un indicatore dell´aggressione alla tiroide da parte del sistema immunitario e risultano elevati nella maggioranza dei casi di tiroidite cronica. Proprio come le alterazioni ecografiche, anche questi dati sono utili soltanto al momento della diagnosi. Infatti, anche se possono oscillare, i valori degli anticorpi rimangono tendenzialmente alti per tutta la vita, non forniscono informazioni sulla gravità dell´infiammazione e perciò non vengono monitorati.

• Una volta formulata la diagnosi di tiroidite cronica, l´attenzione si sposta principalmente sullo “stato di salute” della tiroide. Gli esami di funzionalità tiroidea consentono di stabilire se la ghiandola sta ancora funzionando normalmente nonostante l´infiammazione, o se invece il suo tessuto è stato danneggiato al punto tale da ridurne l´attività causando l´ipo-tiroidismo. Questi esami sono importanti anche nel monitoraggio, perché servono a individuare gli eventuali peggioramenti nel tempo, che non è possibile prevedere.

Tiroide di Hashimoto: esistono dei trattamenti?

Un trattamento diventa necessario soltanto quando, a causa del danno accumulatosi nel tempo, la tiroide non riesce più a produrre i propri ormoni in quantità soddisfacenti e si ha quindi la comparsa dell´ipo-tiroidismo. Sarà lo specialista in Endocrinologia a valutare se e quando consigliarlo in base alla valutazione della funzionalità tiroidea.

L´eventuale trattamento consiste nella assunzione orale di ormone tiroideo, la Levo-tiroxina, che risulta identica alla “versione naturale” e da essa del tutto indistinguibile.
L´aggiunta di ormone tiroideo dall´esterno è a tutti gli effetti un “trattamento sostitutivo”: essa non risolve cioè l´infiammazione e non migliora in nessun modo lo stato di salute della tiroide, ma permette di compensare il deficit di produzione ormonale in maniera pressoché perfetta, senza che l´organismo percepisca differenze rispetto alla situazione normale.

Consigli

In generale, la tiroidite in sé non richiede particolari accorgimenti o adeguamenti dello stile di vita.
Semplicemente, è opportuno eseguire i controlli periodici con il monitoraggio della funzionalità tiroidea e con l´ecografia della tiroide.

Una maggiore attenzione è invece opportuna nelle pazienti in età fertile in previsione di gravidanza, durante la quale vengono effettuati più controlli degli esami e, spesso, modifiche del trattamento.

Per quanto riguarda la dieta e gli integratori, di cui spesso si parla, al momento non esistono chiare evidenze scientifiche che confermino l´utilità di adottare particolari abitudini alimentari.


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Autore(i)

Dott. Luca Pes
Dott. Luca Pes
SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA

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