Vene varicose? Scopri come risolvere con la termoablazione endovascolare in radiofrequenza.

 12 gennaio 2022 | Articoli scientifici
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Vene varicose? Scopri come risolvere con la termoablazione endovascolare in radiofrequenza.

Spesso percepite come antiestetiche per la loro forma tortuosa e il colore bluastro, le vene varicose rappresentano, in realtà, una vera a propria patologia a carico del sistema cardiocircolatorio.

Si tratta, infatti, di vene dilatate che non permettono un´adeguata risalita del flusso sanguigno dalle estremità verso il cuore e possono, se non trattate adeguatamente, portare a danni gravi come ulcere, tromboflebiti e aggravamento delle varici già esistenti.

Vene varicose: quali sintomi?

Oltre a essere esteticamente percepibili, le vene varicose comportano frequentemente:
crampi notturni e bruciore ai piedi e ai polpacci;
• sensazione di affaticamento, pesantezza e dolore alle gambe;
gonfiore ai piedi e alle caviglie;

• sensazione di calore e prurito alle gambe.

È possibile effettuare un test di autovalutazione seguendo le indicazioni riportate qui.

In presenza dei sintomi citati è sempre consigliabile effettuare una visita dallo specialista in Chirurgia Vascolare che, in base alla specifica situazione clinica e all´età del paziente, potrà indicare i trattamenti più opportuni.

Tra le procedure di ultima generazione, la termoablazione endovascolare in radiofrequenza è una delle più efficaci per la prevenzione dell´evoluzione della patologia venosa e la riduzione del rischio trombo embolico.

Termoablazione endovascolare in radiofrequenza: che cos´è e quando è indicata?

È una procedura mininvasiva che permette, attraverso la radiofrequenza, l´ablazione, ossia la chiusura della vena patologica. In questo modo, la vena interessata viene esclusa dalla circolazione, così da eliminare la problematica del reflusso sanguigno.

La termoablazione endovascolare in radiofrequenza è indicata per il trattamento delle patologie che interessano:

• Grande Safena,
• Piccola Safena,

• Vasi perforanti.

Termoablazione endovascolare in radiofrequenza: come si effettua?

La procedura mininvasiva ha inizio con l´analisi ecografica che permette di mappare l´area interessata da insufficienza venosa e di individuare, quindi, il punto preciso in cui inserire il micro catetere all´interno della vena patologica. Una volta raggiunta la zona da trattare, la sottile sonda emette la radiofrequenza, un´onda energetica che, grazie al calore generato, provoca l´ablazione del vaso interessato.

Il trattamento necessita di circa 20 o 30 minuti e, grazie all´assenza di incisioni e di punti di sutura, permette una rapida ripresa del movimento e delle attività quotidiane.

Metodiche a confronto.

Sono diverse le metodiche utilizzate per il trattamento delle vene varicose, da quelle prettamente chirurgiche a quelle che vengono effettuate secondo tecniche endovenose, e quindi meno invasive.

In particolare, lo “stripping” è una delle tecniche tradizionali che prevede una o più incisioni chirurgiche cutanee, la più importante delle quali all´altezza dell´inguine. Da qui viene, infatti, praticata la legatura o lo “sfilamento” del vaso patologico. Per la caratteristica della metodica, l´intervento di stripping può comportare la possibilità di sviluppare infezioni nella sede delle incisioni. È inoltre frequente la formazione di ematomi che si risolvono distanza di qualche settimana.

Rispetto a questa metodica tradizionale, nella termoablazione endovascolare in radiofrequenza non sono previste incisioni chirurgiche, né punti di sutura, è inoltre possibile una più rapida ripresa del movimento e delle attività quotidiane.

Termoablazione endovascolare in radiofrequenza: quali benefici?

A differenza delle procedure tipicamente chirurgiche, la tecnica endovascolare in radiofrequenza presenta una serie di vantaggi per il paziente tra i quali:

• è un trattamento indolore;
non prevede incisioni chirurgiche né punti di sutura;
non genera ematomi;
• è una procedura mininvasiva;
• viene eseguita in anestesia locale;
• ha il più basso tasso di recidive mai riportato in letteratura;
permette una ripresa particolarmente rapida delle proprie attività lavorative;
• assicura un ottimo risultato estetico;

• permette il miglioramento dell´emodinamica venosa dell´arto.

Post trattamento.

Al termine della procedura endovascolare in radiofrequenza viene indicata la somministrazione sottocutanea dell´eparina per 7 giorni e l´utilizzo, per lo stesso periodo, della calza elastica.

Generalmente non si avverte dolore post operatorio, e viene consigliata la camminata come attività da praticare per una più efficace e ulteriormente rapida ripresa.

Controindicazioni.

Non vengono segnalate particolari controindicazioni per effettuare la termoablazione endovascolare in radiofrequenza, è bene però sottolineare che non tutte le vene varicose possono essere trattate con questa metodica. È sempre lo specialista in Chirurgia Vascolare che stabilisce caso per caso l´idoneità del paziente a questo tipo di trattamento.

Se hai bisogno di un appuntamento contatta il centro al numero 079 270753

Autore(i)

Dott.ssa Antonella Mura
Dott.ssa Antonella Mura
SPECIALISTA IN CHIRURGIA VASCOLARE

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