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Donare il sangue: chi può donare e come farlo

 30 gennaio 2019 | Novità
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Donare il sangue è un gesto di grande altruismo

Donare il sangue è un gesto di grande altruismo, quasi indolore e che può non solo aiutare ma addirittura salvare tante vite.
In Italia il numero dei donatori è basso, si aggira intorno a 1.600.000, solo il 2.9% della popolazione totale, e in alcuni periodi dell’anno, come in estate, se ne ha più bisogno che in altri.

Se sei un donatore, se non lo sei ma desideri diventarlo o se sei solo curioso di sapere in cosa consiste la donazione del sangue, allora questo articolo è adatto a te.
In questo testo risponderemo a tutte le domande relative alla donazione del sangue: chi può farlo, perché è importante farlo e come e chi ne trae beneficio.
Inoltre, sfateremo alcuni miti che spesso ci frenano dal donare il sangue per infondate paure.

Donare il sangue requisiti. Chi può donare?

Chiunque può donare il sangue? No, l’idoneità alla donazione viene stabilita mediante un colloquio riservato, una valutazione clinica da parte del medico e accurati esami di laboratorio per garantire la sicurezza del donatore e del ricevente.
Ci sono delle caratteristiche imprescindibili che il donatore deve avere per potersi candidare.
Vediamole insieme:

  • avere un’età compresa tra i 18 e i 60 anni. Se si dona per la prima volta dopo i 60 bisogna ricevere il benestare del medico responsabile della selezione;
  • il peso non deve essere inferiore ai 50 kg;
  • bisogna, ovviamente, avere un buono stato di salute;
  • il donatore deve seguire uno stile di vita sano, cioè non deve avere nessun comportamento a rischio che possa compromettere la salute del ricevente.

Inoltre, la frequenza di donazione del sangue dipende anche dal sesso: non deve essere superiore a 4 volte l’anno per gli uomini e solo 2 volte l’anno per le donne in età fertile. Il motivo è molto semplice: nelle donne è importante evitare un eccessivo indebolimento dell’organismo considerato anche il ciclo mestruale che le coinvolge ogni 4 settimane. Infatti le donne in menopausa possono donare ogni tre mesi come gli uomini. L’intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l’altra è dunque di 90 giorni. E’ bene ricordare che oltre al sangue intero è possibile donare anche il plasma.

Come funziona la donazione del Plasma?

E’ una procedura che viene fatta su appuntamento, in quanto richiede un tempo di circa 45-50 minuti (per una quantità di plasma di 500/600 cc) per essere completata, infatti avviene ad opera di un “separatore cellulare” che restituisce la parte corpuscolata del sangue cioè i globuli rossi, le piastrine ed i globuli bianchi.
L’operazione avviene in cicli successivi di prelievo e restituzione attraverso la stessa vena (per intenderci viene praticato un unico foro!).
E’ una procedura molto ben tollerata dal donatore ed i livelli plasmatici si ricostituiscono in non più di 7 giorni.

Per questo motivo la legge consente che questa donazione possa essere fatta con maggiore frequenza (ogni 15 gg) rispetto alla donazione di Sangue Intero. Dopo una donazione di sangue intero il plasma si può donare dopo un mese, tra una donazione di plasma e l’altra invece sono sufficienti solo 15 giorni.
E’ una donazione a tutti gli effetti e come tale viene considerata ai fini del rilascio del certificato per il lavoro.
Il plasma è ricco di proteine (albumina e fattori della coagulazione) e quindi prezioso sia per l’uso clinico che per la trasformazione industriale al fine della produzione di farmaci.

Perché e come donare?

Sembra una domanda scontata ma non lo è.
Sappiamo che gli emocomponenti e i plasmaderivati servono a salvare vite, allungarne la durata e migliorarne la qualità.
Ma ti sei mai chiesto quando viene usato? Perché “il sangue salva la vita” è un concetto meraviglioso, ma per alcuni astratto.
Vediamo alcuni esempi concreti di situazioni nelle quali magari anche tu ti sei ritrovato ad averne bisogno dando quasi per scontato che fosse a tua disposizione:

  • nei servizi di primo soccorso e di emergenza/urgenza;
  • in molti interventi chirurgici e trapianti di organo e di midollo osseo;
  • nella cura delle malattie oncologiche ed ematologiche;
  • in varie forme di anemia cronica, immunodeficienze, emofilia.

La necessità di effettuare una trasfusione non si verifica solo in eventi catastrofici come terremoti o incidenti stradali, ma anche nella cura di malattie gravi quali tumori, leucemie, anemie croniche, trapianti di organi e tessuti.
Il sangue è davvero vita. Con i suoi componenti costituisce per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza:

  • globuli rossi per la cura di diversi tipi di anemia;
  • piastrine per diverse malattie emorragiche;
  • plasma quando vi siano state grosse variazioni quantitative dovute ad ustioni, tumori del fegato, carenza dei fattori della coagulazione non diversamente disponibili;
  • plasmaderivati Fattore VIII e IX per l’emofilia A e B, immunoglobuline aspecifiche per alcune malattie immunologiche, albumina per alcune patologie del fegato.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha valutato che per ogni Paese sono necessarie 40.000 unità di sangue intero per milione di abitanti. In Sardegna ci sono circa 1.500.000 di abitanti perciò “dovrebbero essere” sufficienti 60.000 unità di sangue.
Invece a differenza di quello delle altre regioni italiane, il fabbisogno di sangue annuo della Sardegna supera le 110.000 sacche (circa il 60% in più rispetto agli standard europei).
Con le oltre 80.000 sacche raccolte (ben 85.000 nel 2017), secondo i parametri del Centro Nazionale sangue e dell’O.M.S., la Sardegna è una regione eccedente.
Nella nostra isola però vi sono circa 1.500 persone affette da talassemia. Ciascuna di loro ha bisogno mediamente di 50 unità di sangue all’anno. Per cui: 1.500×50 = 75.000 unità solo per i talassemici !
Mancano ancora oltre 25.000 sacche al raggiungimento dell’autosufficienza!
Questo cosa significa? Viviamo perennemente in deficit, e ci vediamo costretti ad importare le sacche mancanti dalle regioni del nord che invece ne raccolgono in eccedenza.

Come donare?

La procedura per poter donare è molto semplice, è sufficiente recarsi nel centro responsabile o presso un’autoemoteca autorizzata e, in seguito alla compilazione di un questionario e al colloquio con il medico responsabile, sottoporsi ad un prelievo del sangue per verificare lo stato di alcuni parametri.

È importante il giorno prescelto fare una colazione leggera povera di carboidrati, a base di frutta secca, tè, caffè o una spremuta non zuccherati.

Donare il sangue fa bene o male?
Donare il sangue fa bene non solo al ricevente per i tanti motivi di cui ti abbiamo già parlato, ma anche a chi lo regala: equivale ad avere un check-up annuale e gratuito che può mettere in evidenza un eventuale stato di sofferenza del donatore.

Per garantire qualità e sicurezza del sangue, e al fine di tutelare sia il ricevente che il donatore, quest’ultimo viene sottoposto ad un prelievo del sangue per analizzare:

  • emocromocitometrico completo;
  • qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti come HBsAg (antigene di superficie del virus dell’epatite virale B);
  • Anticorpi anti-HCV (anticorpo contro il virus dell’epatite virale C);
  • Test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV (anticorpo contro il virus dell’AIDS) 1-2 e antigene HIV 1-2;
  • Anticorpi anti-Treponema Pallidum (TP) con metodo immunometrico (contro la sifilide);
  • HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza dei virus de lle epatiti virali B, C e dell’AIDS).

Inoltre, in occasione della prima donazione, vengono eseguite ulteriori analisi quali: fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto, fenotipo Rh completo; determinazione dell’antigene Kell e, in caso di positività dello stesso, ricerca dell’antigene Cellano; ricerca degli anticorpi irregolari anti-eritrocitari.
Non solo, il donatore periodico è sottoposto, con cadenza almeno annuale, anche ai seguenti controlli ematochimici: glicemia, creatininemia, alanin-amino-transferasi, colesterolemia totale e HDL, trigliceridemia, protidemia totale, ferritinemia.

Donare il sangue, quindi, vale il doppio, perché salva la vita a chi lo riceve e mantiene sano il donatore.

Paure

Le motivazioni che più spesso vengono date per non donare il sangue sono 2: paura di contrarre un’infezione e paura del dolore.
Siamo pronti a sfatarle entrambe.
Monte persone non donano il sangue a causa di diverse paure, per lo più infondate.

La prima tra tutte che è importante sfatare è quella legata al rischio di contrarre infezioni durante l’atto. Non esiste alcun rischio di contagio o di contrazione di un’infezione nel modo più assoluto. Il donatore è totalmente tutelato e tutto il materiale in uso è sterile e monouso.

Un altro timore è quello di sentire dolore durante la donazione. Qui il concetto è relativo, la soglia di ognuno di noi è differente, ma ti possiamo assicurare che se ti sei mai sottoposto ad un prelievo del sangue la sensazione non è poi tanto diversa.

È importante che capisca che tutti possono aver necessità di effettuare almeno una trasfusione di sangue nell’arco della loro vita e, per questo, è importante che ognuno di noi, almeno una volta all’anno, contribuisca.

Speriamo di aver risposto ai tuoi dubbi e averti dato una spinta in più per valutare la possibilità di donare.
Ci vediamo il 9 Febbraio in via Torino 4? Ti aspettiamo dalle ore 8:00 alle ore 13:00.

Se così non fosse e avessi bisogno di altre informazioni non esitare a contattarci allo 079 270753.

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