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Rinite vasomotoria – da non confondere con la rinite allergica

 29 agosto 2018 | Articoli scientifici
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La rinite vasomotoria o rinopatia aspecifica o non allergica, detta anche “naso ribelle”, è una forma di rinite non allergica che è caratterizzata da un’iperreattività e da infiammazione della mucosa nasale con conseguente ostruzione delle cavità nasali e difficoltà respiratoria. Presenta caratteristiche simili alla rinite allergica in assenza di sensibilizzazione ai comuni allergeni ed è più comune rispetto ad essa.
L’età maggiormente colpita è la seconda decade.

Che funzione ha il naso?

Il naso fa parte delle vie aeree superiori. Esso permette il riscaldamento, l’umidificazione ed il transito dell’aria verso i tratti più distali dell’albero respiratorio (polmoni). Per un suo corretto funzionamento sono necessari un buon drenaggio delle secrezioni (muco) ed un’adeguata ventilazione. Permette inoltre l’intrappolamento di sostanze dannose inalate con l’aria e infine supporta l’olfatto in quanto sede di innumerevoli terminazioni nervose che vanno a formare il nervo olfattivo.
A livello della mucosa nasale è presente una fitta rete vascolare che presenta tre tipi di strutture ed è sotto il controllo del sistema nervoso autonomo (sistema nervoso parasimpatico e sistema nervoso ortosimpatico). Esse sono:

  • i capillari;
  • gli shunt artero-venosi;
  • i sinusoidi venosi.

L’apertura e la chiusura fra arterie e vene modula gli scambi di calore a livello dell’interfaccia aria mucosa, rispondendo in tal modo alle variazioni delle caratteristiche dell’aria inalata. L’aria fredda induce un’apertura degli shunt artero-venosi mentre l’aria calda ne determina una loro chiusura.
Oltre la temperatura un altro fattore che induce una reazione vasomotoria è la variazione della densità del muco.
La vascolarizzazione della mucosa nasale gioca un ruolo importantissimo nell’instaurarsi e nel perpetuarsi dei meccanismi infiammatori, infatti stimoli chimici, infiammatori e allergici possono creare l’apertura degli shunt artero-venosi e quindi determinare una congestione nasale.

Eziologia e Patogenesi

In tale forma di rinite stimoli aspecifici endogeni ed esogeni che determinano una reazione vasomotoria nasale possono essere identificati in:

  • sbalzi termici;
  • sostanze chimiche;
  • cambiamenti atmosferici e inquinamento;
  • fattori meccanici;
  • assunzione di farmaci (anticoncezionali, Ace-inibitori, alcuni FANS, decongestionanti);
  • odori particolarmente intensi;
  • cibi piccanti;
  • variazione dei livelli di alcuni ormoni (per esempio in gravidanza o in pubertà);
  • stress.

Le strutture coinvolte da tale patologia sono la mucosa, le ghiandole siero-mucose e i diversi vasi sanguigni, si viene a creare un processo cronico di infiammazione e congestione che colpisce la mucosa nasale.
Al momento attuale il fattore scatenante alla base della patologia non è ben chiaro. La teoria più diffusa sarebbe quella che la causa scatenante dell’infiammazione sia un’eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni all’interno della mucosa nasale con conseguente formazione eccessiva di
sangue e fluidi. Questo porterebbe ad uno squilibrio tra l’attività dei due sistemi nervosi autonomi parasimpatico e ortosimpatico con predominanza del secondo.
Caratteristiche principali di questa patologia sono:

  • un’anomala ed eccessiva motilità dei vasi sanguigni che irrorano la mucosa;
  • l’assenza di un’infezione che giustifichi la sintomatologia;
  • negatività dei test allergici;
  • sintomatologia non legata alle varie stagioni.

Sintomi e Complicanze

I pazienti presentano starnutazione a salve, rinorrea (naso che cola), iposmia (cioè ridotta capacità di percepire gli odori), ostruzione respiratoria nasale, russamento, senso di malessere attorno al naso, formazione di croste nel naso. Tale situazione può durare da alcuni minuti a diverse ore.
La congestione della mucosa che si crea determina una certa difficoltà nella respirazione con il naso. Essa si presenta più accentuata al mattino e tende ad attenuarsi nel corso della giornata, ma comunque può sempre esacerbarsi al presentarsi degli stimoli pocanzi citati.
Se il disturbo non viene trattato possono insorgere diverse complicanze come: sonnolenza durante il giorno, scarsa concentrazione, irritabilità, disturbi del sonno, infezioni a carico dell’orecchio medio, poliposi nasale e sinusite.

Come si diagnostica?

Alla rinoscopia anteriore la mucosa nasale appare congesta e i turbinati nasali inferiori sono pallidi e ipertrofici, situazione simile alla forma allergica.
La diagnosi si basa sulla raccolta anamnestica, sulla endoscopia nasale, sulla negatività dei test allergologici e sulla citologia nasale, che rappresenta il Gold Standard diagnostico.
Essa consiste nel prelievo di un campione di muco attraverso il brushing della mucosa e la sua osservazione al microscopio.

Terapia

Trattandosi di una patologia cronica anche la terapia sarà cronica, ci si avvale dell’utilizzo di corticosteroidi topici e antistaminici per via generale, o associazione di corticosteroide e antistaminico in spray nasale.
Molto efficace risulta anche l’utilizzo di acido jaluronico in aerosol, poiché esso è in grado di aiutare la mucosa a riprendere la sua funzione, accelerare il ripristino della sua integrità e della clearance mucociliare.
Sono consigliati inoltre i lavaggi nasali con soluzioni saline a varia concentrazione allo scopo di detergere la mucosa e favorire l’eliminazione delle secrezioni.
E’ sconsigliato invece l’utilizzo di farmaci ad azione vasocostrittoria nasale (es. Rinazina) in quanto possono contribuire col tempo a peggiorare l’infiammazione del naso e a determinare l’insorgenza di quella che viene definita “rinite medicamentosa”.

Consigli utili!

E’ importante distinguere tra la forma allergica e quella non allergica o vasomotoria, in quanto entrambe presentano spesso sintomi simili, tranne il prurito palatale tipico della forma allergica, mentre il naso chiuso, le starnutazioni frequenti, il naso che cola e il prurito nasale sono comuni ad entrambe le forme.
Pertanto in presenza di sintomi di rinite, sia allergica o no, è consigliato effettuare una visita otorinolaringoiatrica al fine di individuare il problema e poterlo trattare.

Se hai bisogno di un appuntamento contatta il centro allo 079 270753

Autore(i)

Dott.ssa Maddalena Bennardo
Dott.ssa Maddalena Bennardo
SPECIALISTA IN OTORINOLARINGOIATRIA

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Otorinolaringoiatria

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